COME HO CONOSCIUTO ROBERTA

COME HO CONOSCIUTO ROBERTA

Roberta è la mia amante da molti mesi ormai. E' una ragazza eccezionale e vive il sesso con disarmante semplicità, cioè senza tabù o timori, ogni cosa è naturale e possibile per lei, e se una cosa non l'ha mai provata... semplicemente vuole provarla al più presto. In questo siamo d'accordo, ogni pratica sessuale è fattibile e accettabile nella misura in cui dona piacere ed eccitazione alle persone che la vivono. Lei poi riesce a rendere unico ogni nostro incontro, che sia un'ora di sesso in albergo oppure un'intera giornata di "giochi" nella villetta che mi fa utilizzare un mio carissimo amico. Ma andiamo con ordine. Io sono Francesco, 40 anni, medico specialista ortopedico e consulente di vari atleti e società sportive. Guadagno bene e posso permettermi le mie scappatelle e mia moglie, sempre impegnata nel suo lavoro di insegnante, non sospetta nulla. Le mie scappatelle si chiamano Roberta, 30 anni, grafica pubblicitaria, spirito indipendente e grande gnocca. Ricordo ancora come la incontrai, al circolo tennis era veramente una schiappa, ma nel suo completino candido faceva girare la testa a tutti! Un giorno come tanti, l'estate di 2 anni fa, non c'erano i miei soliti amici e faceva un gran caldo sui campi di terra rossa. Roberta mi chiese di fare una una partita e io accettai subito. L'avevo spesso osservata, più che altro per quel suo modo sexy di camminare e per come chiacchierava simpaticamente con tutti. Quando mi presentai dicendo il mio nome e cognome lei mi rispose con un sorriso allegro, mostrando una perfetta fila di denti bianchi. Sicuramente qualcuno le aveva parlato di me perchè mi chiese subito conferma se fossi il medico specialista delle ossa. Mi scappò da ridere per quella definizione, ma confermai mentre ci dirigevamo al campo centrale. Giocava malissimo e nonostante mi sforzassi di farle prendere qualche palla la umiliai con un nettissimo 6-0. Lei non si scompose e a fine partita si avvicinò sottorete zoppicando leggermente e mi disse: - daresti un'occhiata alla mia caviglia? mi fa male ogni volta che gioco! - . - certo - risposi pronto - andiamo sulla panchina! -. La feci sedere e le tolsi la scarpa, nel frattempo notai subito la bellezza delle sue gambe ben tornite e abbronzate, con una pelle liscia e uniforme, curatissima, e , siccome le tenevo la gamba destra sollevata per controllarle la caviglia, mi ritrovai ad ammirare lo spettacolo sotto la gonnellina bianca! Invece delle culotte che di solito indossano le tenniste, Roberta aveva un paio di mutandine bianche leggere e molto sgambate, tanto che si riusciva chiaramente ad apprezzare la rotondità del suo culetto e anche... la folta peluria della sua figa! Fu un attimo, Roberta se ne accorse, ma non accennò a coprirsi, anzi sembrava compiaciuta dei miei sguardi indiscreti. La caviglia sembrava a posto, le massaggiai un pò il piede dalle unghie perfettamente smaltate e le consigliai una pomata da usare in caso di nuovi dolori. Le chiesi il suo numero di telefono promettendo che l'avrei chiamata l'indomani per sapere come stava.

Me ne ero proprio dimenticato e ritrovai il suo biglietto solo dopo una settimana, al momento di riprendere la borsa per andare al tennis. La chiamai e le chiesi se ci saremmo visti al circolo. Lei mi rispose che la caviglia le faceva ancora male e che non si sarebbe mossa da casa. Mi offrii di passare a trovarla a casa sua, le avrei fatto un altro massaggio al piede... accettò subito.
Inutile dire che a casa era sola, i genitori erano andati al mare e sarebbero tornati molto tardi. Insomma fu facile per me passare dal massaggio alla caviglia al controllo delle spalle e dei gomiti. Lei apprezzava il contatto delle mie mani forti e me lo fece capire, la sorpresi con un bacio, subito ricambiato e seguito da altri baci, profondi, appassionati. Fu un pomeriggio di sesso, sesso sfrenato e coinvolgente, dolce e piccante nello stesso momento. Mi stupì subito con il suo modo di fare a metà strada tra una ragazzina innocente e pudica e una donna consapevole e sicura di se.
Alternava baci sulla bocca appassionati, da innamorata sincera, a baci e leccate sul mio torace, sui capezzoli, e i pompini, cavolo che pompini efficaci che sa fare la mia Roberta! Ci siamo spogliati completamente quasi subito e sono andato fuori di testa per il suo seno: un capolavoro! Gliel'ho leccato e accarezzato , gliel'ho strizzato fino quasi a farle male per quanto è bello. Lo abbiamo fatto sul suo lettino, nella sua camera arredata in stile fumetto e piena di bambolotti e peluches. Ci siamo sbizzarriti nelle posizioni più varie, era lei a volerle provare e si muoveva in continuazione. Sul bordo del letto, a pecorina, sul tappeto, a forbice, in piedi, insomma una vera maratona. Lei ha goduto varie volte mentre io rimandavo con determinazione il momento della mia sborrata, per prolungare il più possibile quel magico pomeriggio. Quando non ce l'ho fatta più le ho detto chiaramente: - sto per venire... - e lei pronta, girandosi e interrompendo l'ennesima pecorina, rispose - vienimi in bocca!
Me lo prese tra le labbra e cominciò a succhiare e muoversi in un turbine inarrestabile di lingua, tanto che i miei schizzi arrivarono subito. Lei mi massaggiava le palle con una mano e le natiche con l' altra, sincronizzava i movimenti con i miei impulsi, strofinando la lingua al di sotto della cappella per aumentare le mie sensazioni, il tutto senza lasciar uscire neanche una goccia, stava ingoiando tutto senza attendere un attimo, il mio piacere era immenso e credo fosse la prima volta che una ragazza me lo faceva così bene. Da allora siamo amanti fissi, ci vediamo regolarmente e ci piace organizzare bene i nostri incontri. Di solito provvedo a prenotare una camera in un albergo di lusso un pò fuori mano, oppure utilizzo la villa di un mio amico. La usa come residenza estiva, mentre per il resto dell'anno è disabitata, ma rimane confortevole e attrezzata di tutto per ogni evenienza e a mia disposizione. Del sesso ci piace provare tutto e ci diciamo chiaramente tutto quello che ci attira e che vogliamo fare. Le ho fatto provare il sesso anale e lei lo ha apprezzato molto, ha imparato a farlo con le mie indicazioni, perchè altri suoi tentativi, con un ragazzo un pò maldestro, le avevano solo provocato dolore e paura. Con me invece è diventata una piacevole variante che non dimentichiamo mai di fare, ogni volta che ci vediamo. Poi mi ha detto quanto le piace essere leccata e guarda caso, leccare la figa è la mia passione! E leccare la sua figa è uno sballo completo! Lei si diverte a depilarla in tanti modi fantasiosi, a cuore, a triangolo, a ciuffetto oppure bella liscia e pulita completamente senza peli. A me piace sempre, la lecco e la leccherei per ore, dentro e fuori con la lingua e con le dita, sul clito e fra le pieghe della pelle, a colpetti leggeri o con lunghe pennellate che arrivano fino al buchetto posteriore, sensibilissimo anche quello. Lei facilita il mio compito allargando per bene le gambe e tenendosi la figa con le mani, stirandola in modo da non lasciare nascosto neanche un angolino, da non trascurare nulla. A volte mi accarezza la testa e io mi ritrovo in quel paradiso profumato che mi ubriaca e mi stordisce, confonde la mente e moltiplica l'eccitazione. Un' altra volta mi ha confidato di avere la curiosità di provare un vibratore e io non me lo sono fatto ripetere due volte: all'incontro  successivo le ho portato un vibratore tipo rabbit, doppio motore, testa mobile e sfere rotanti alla base, con stimolatore aggiuntivo per il clitoride. Inutile dire che lo usa tantissimo e soprattutto lo fa usare a me su di lei, è la mia passione e lo utilizziamo a volte come preliminare e altre volte quando lei ha ancora voglia dopo che io ho goduto, e devo necessariamente aspettare un pò prima di riavere il mio pisello in perfetta efficienza. Comincio con i motori spenti, dopo una bella leccata di figa in modo che lei sia già dilatata e lubrificata al punto giusto (di solito ha già avuto almeno un orgasmo). Lo avvicino alla figa dopo averlo bagnato con la mia saliva e comincio a massaggiarla tutto intorno con la punta, poi comincio a penetrarla piano, con una lunga serie di colpetti che ogni volta fanno avanzare il giocattolo di qualche millimetro più in profondità. E' uno spettacolo grandioso vedere quel grosso coso di plastica che scivola dentro con facilità, fino a che, dopo poco, sparisce nelle profondità della figa per tutta la sua lunghezza. Naturalmente Roberta risponde a questa avanzata con dei movimenti sensualissimi, che mi fanno capire quanto le piace, mi fanno immaginare il piacere che la invade e che la scuote profondamente, spingendola a inarcare il bacino o la schiena alla ricerca della posizione più comoda, o forse della più piacevole, e favorendo così l'entrata del fallo finto fino in fondo. E' lei che mi incita a volte a spingere ancora, quasi a voler raggiungere profondità innaturali e inesplorate. Poi comincio a tirarlo fuori lentamente, accompagnato nel suo movimento dalla carne rosea che si stira e si ritira, osceno movimento e sublime visione. Dopo un paio di queste inserzioni lente e profonde, accendo il motore principale e il rabbit si anima di vita propria. Come un serpente che combatte con la sua preda comincia a contorcersi tutto all'interno della vagina, ma suoi movimenti si vedono anche all'esterno! Inoltre le sfere che si trovano alla base ruotano anch'esse percorrendo la superficie al di sotto di una membrana trasparente. Stimolano in modo incredibile tutta la circonferenza interna della figa e in particolare il punto G che si trova proprio da quelle parti. Roberta a quel punto sembra un'indemoniata, si contorce e geme, si vede che gode intensamente, lo tira fuori, lo agita forte, lo rimette dentro in profondità, le scappano dei gridolini di piacere. Se poi accendo anche il secondo motore la scena cambia. Si inserisce una vibrazione intensa, e l'effetto è come una scossa elettrica. Roberta si irrigidisce, inarca la schiena e stringe le palle, la faccia si deforma in una smorfia di piacere. L'orgasmo arriva e si vede dal sudore che le imperla la fronte e dal respiro accelerato, gemiti di piacere escono incontrollati dalla sua gola, le sue mani cercano il vibro per posizionarlo meglio o per estrarlo rapidamente, e mentre lo estrae spesso dalla figa le zampilla un pò di liquido, che io prontamente lecco golosamente. In quel momento il suo corpo è percorso da fremiti e lei stringe le gambe e continua a godere ancora per alcuni secondi. Poi mi guarda con aria maliziosa ma profondamente appagata, il suo sguardo significa tante cose, ma principalmente ho l'impressione che mi stia ringraziando, e una dolcezza infinita circonda quei momenti. Ora mi chiederete se non dovrei sentirmi almeno un pò geloso di quel marchingegno meccanico, infallibile quanto instancabile. La risposta è no, decisamente. Roberta me lo fa capire in tanti modi e anzi me lo ripete spesso: le piace incontrare me, il mio calore, il contatto delle mie mani e del mio corpo sul suo, la mia fantasia e il mio respiro, il mio odore, la mia passione, la mia dedizione assoluta al suo e al nostro reciproco piacere. Il rabbit è solo un giocattolo, un motorino ben fatto, ma niente di più. Per questo continuiamo a incontrarci e a ricercare ogni volta quelle vette di piacere e quelle situazioni che sono ormai la nostra droga.